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Assemblea pubblica a Treviso Via Zermanese, 4 @ Casa dei Beni Comuni  4 novembre ore 20.45

Abbiamo deciso di lanciare mercoledì 4 Novembre il primo di una serie di incontri

volti a costruire collettivamente, davvero un tavolo di accoglienza dal basso a Treviso, dopo tutto ciò che è accaduto, dopo quanto non si vuole ancora risolvere

, in vista dell’arrivo dell’inverno e della necessità di una risposta sociale e politica a tutti coloro che già si ritrovano abbandonati dal sistema accoglienza

o lo saranno a breve per i più svariati motivi, espulsi per piccole trasgressioni o allontanati dopo aver ricevuto lo status di rifugiato!

Dal mare e da terra, dai Balcani e dal Mediterraneo, i migranti giungono in Europa e in Italia fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria. Quello che chiedono sono solo il rispetto e i diritti fondamentali che spettano ad ogni essere umani e che ogni società che si definisce “civile” e “democratica” ha il dovere di dare.

I dati sugli arrivi dicono che non c’è nessuna “invasione” (in Italia ad esempio il numero degli arrivi via mare è inferiore all’anno scorso) il nostro Paese e l’Europa hanno senza alcun dubbio la possibilità – oltre che il dovere – di accogliere queste persone; e i fatti ci dicono che è un errore grave distinguere “migranti economici” e “rifugiati” visto che questa distinzione nega e umilia le ragioni che hanno spinto queste persone a venire in Italia. I loro Paesi di provenienza sono devastati da guerre , conflitti e condizioni di povertà che in parte anche l’Occidente ha contribuito a promuovere e alimentare e qualsiasi distinzione tra migranti e rifugiati di “serie A” e “serie B” è contraria sia alle normative internazionali sui Diritti Umani sia ad un ancora più basilare principio di umanità e solidarietà verso chi è costretto a scappare dal proprio Paese.

Ma purtroppo quasi mai si parla delle loro storie, dei loro problemi, del loro diritto ad essere accolti. Spesso domina la disinformazione, il pregiudizio, l’indifferenza se non addirittura l’odio xenofobo che sfocia in episodi come quelli di Quinto di Treviso – per i quali nessuno è stato considerato colpevole – che ci ricordano tempi che pensavamo di non dover più rivivere.
E anche adesso l’odio fascista e razzista ma anche la paura dettata dalla non conoscenza stanno creando un clima ostile nei confronti dei richiedenti asilo presenti nel territorio trevigiano e in particolare all’interno della caserma “Serena”. Questi uomini e queste donne chiedono di essere ascoltati e di essere visibili in un contesto socio-culturale e in un sistema di accoglienza che invece tendono spesso a renderli invisibili e quindi a renderli non soggetti attivi ma soggetti portatori di problemi se non addirittura “oggetti” su cui diventa facile riversare paura e disprezzo.

Per tutto questo crediamo sia giunto il momento di rendere visibili queste persone così come tutte le realtà – che non sono poche ma che spesso fanno “meno rumore” di chi agita odio e paure – che vogliono fare vedere il lato accogliente e umano di questo territorio. C’è già chi si è mobilitato creando ad esempio occasioni di incontro e convivialità, insegnando la lingua italiana a titolo volontario ma adesso più che mai è necessario condividere idee e proposte per promuovere iniziative di solidarietà diffuse e comuni che tengano conto ovviamente delle peculiarità e delle risorse di ciascuna delle realtà coinvolte.

La nostra proposta è quindi quella di convocare un’assemblea rivolta a tutte le realtà e i gruppi già attivi nel territorio o che intendono partecipare alle prossime iniziative che verranno definite e organizzate

Perchè è insieme che si costruisce accoglienza e rispetto e si mettono a tacere le voci di chi disprezza senza conoscere. E perchè rendere più solidale e accogliente un territorio vuol dire renderlo migliore e più vivibile per tutti, a partire da ciascuno/a di noi!