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Pubblichiamo il comunicato del Cso Django:

 

Abbiamo appreso dalle pagine dei quotidiani che il Comune ha raggiunto un accordo con lo IUAV di Venezia per avviare un percorso di progettazione partecipata da svilupparsi all’ex Caserma Piave, ora Centro Sociale Occupato Django.
Non nascondiamo un certo interesse per questo progetto: siamo da subito stati promotori e sostenitori dell’avvio di un percorso di progettazione partecipata dell’ex Caserma Piave che si ponesse come obiettivo quello di ridare vita ad un luogo che, vergognosamente, per troppo tempo è stato abbandonato.

Crediamo, e lo abbiamo sempre detto, che quel luogo abbia delle potenzialità immense e che ci sia posto per le idee e i progetti di tutti coloro che condividono la voglia di costruire una società equa, giusta e libera da razzismo ed esclusione. Com’è noto, attualmente solo una porzione della caserma è utilizzata dal Centro Sociale; la gran parte dell’immensa struttura è tutt’ora abbandonata al degrado che decenni di incuria ha prodotto.
Come fatto nei mesi passati, ribadiamo la nostra disponibilità a discutere di una possibile soluzione positiva della partita, attraverso un percorso dialettico che abbia come fine concreto il recupero e l’utilizzo dell’area ora abbandonata. Non siamo però disposti ad azzerare il percorso fin qui intrapreso, a dimenticare i progetti avviati perché “si deve ripartire con un foglio bianco”. I fogli bianchi esistono solo in presenza di un vuoto storico, ma noi il nostro percorso, sempre pubblico e condiviso, ce l’abbiamo sotto gli occhi. Non ha senso cancellare quanto costruito e dunque vogliamo chiarezza assoluta sui tempi, sui metodi e sugli obiettivi del percorso. Siamo disposti ad uscire, ma solo per un lasso di tempo limitato e soprattutto definito, che ci permetta di mantenere in vita le attività contenute all’interno dell’ex Caserma.
Nel caso qualcuno non se ne sia accorto, la progettazione partecipata all’interno del Centro Sociale è un processo già in atto, che si manifesta attraverso le molteplici risposte che il quartiere dà ai nostri appelli, attraverso l’avvicinarsi continuo di persone interessate ai vari progetti che sono l’anima del Centro Sociale o entusiaste di proporne altri ancora, attraverso la quantità e qualità dei percorsi avviati e la ricaduta che molti di questi hanno sulla città in generale e non solo dentro le mura di Django.
La recente storia cittadina dimostra che sono state merito del collettivo ZTL Wake Up la riqualificazione e l’assegnazioni a gruppi e associazioni di una serie di edifici da anni “buchi neri” nel cuore della città. Come si può cancellare tutto questo e proporre di ripartire da un foglio bianco? Come è possibile chiederci di fare l’ennesimo passo indietro? Fate voi due passi in avanti!!!
Aprendo quel cancello abbiamo per l’ennesima volta avviato un percorso di riappropriazione sociale di uno spazio abbandonato finalizzata alla riqualificazione. Ora non siamo disposti a farci da parte: quando un seme viene gettato sulla terra e da questo nasce una pianta forte e rigogliosa non ha nessun senso strapparla. È un’occasione da cogliere, anzi, per affiancarci altri semi con l’intento che ne nasca una foresta. Non una piantagione, ma una foresta, dove tutti abbiano lo spazio per crescere.
La ciclofficina, la sala concerti/teatro/dibattiti e conferenze, la palestra popolare, il dormitorio per senza dimora, l’aula studio e la bio-osteria sono dei semi che sono stati gettati, che sono germogliati e che stanno crescendo. Molti altri sono i semi che si possono gettare e far germogliare. Come in una vera foresta, dove le varietà di piante sono tante, hanno tempi di crescita differenti, ma costituiscono nell’insieme un ecosistema che ne permette la vita complessiva, così anche lo spazio liberato Django può rappresentare un terreno fertile per lo svilupparsi di tante idee, progetti, sogni e desideri. Noi non permetteremo che tutto venga raso al suolo per ricominciare da capo, magari con una bella piantagione a monocultura.
Ci auguriamo che alle minacce di sgombero che abbiamo letto sui giornali non segua l’intervento di polizia e carabinieri. Sarebbe davvero un ritorno a un passato ancora troppo vicino per essere dimenticato. Sarebbe il peggior modo per tentare di chiudere l’esperienza di Ztl e azzerare il portato politico, culturale, sociale che essa rappresenta. Senza contare il fatto che, convinti di essere una risorsa e non un problema, siamo tremendamente ostinati e non sarà per nulla facile farci desistere dai nostri obiettivi…
Per poter condividere con tutti questi passaggi delicati, che riguardano il nostro futuro e un modo diverso di vivere in comune gli spazi della città proponiamo un’assemblea cittadina, pubblica, dove poterci confrontare con tutti coloro che lo desiderino per decidere tutti insieme i prossimi passi da compiere.

L’appuntamento è per martedì 27 Gennaio 2015 alle ore 21:00 presso il Centro Sociale Occupato Django.

Caro Sindaco Manildo e Giunta tutta, potere alla parola!!!
CSO Django ”

Il comunicato in FB