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A seguito dei fatti accaduti ieri sera a Quinto di Treviso non possiamo che stare al fianco dei migranti umiliati sia da chi cerca di speculare sulle condizioni dei più deboli, sia da chi non vuole trovare una soluzione concreta all’accoglienza di chi attraversa il Mediterraneo con lo scopo di vivere in maniera dignitosa.

Riteniamo vergognose e indecenti le ultime dichiarazioni rilasciate da Zaia il quale, nel classico stile leghista e salviniano, cerca di guadagnare consenso e visibilità spostando l’attenzione sui profughi piuttosto che sulla gestione dell’accoglienza, alimentando la solita e regolare retorica del “paroni a casa nostra” senza scrupoli e senza nessuna umanità verso chi scappa dalle guerre, dalla fame e dalle violenze. Dietro al carro si accodano pure i fascisti di Forza Nuova, i quali tentano di sfruttare l’occasione raccogliendo mobili e attrezzature da portare a Dolo e Mira, senza ricordare che nella ricostruzione sono impegnati in prima persona proprio dei rifugiati.

Se in tutto questo bisogna individuare un colpevole, è senza dubbio il Prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu, che invece di affrontare la questione con metodo e intelligenza, continua imperterrita, di proposito, a creare un clima di tensione, paura e disagio, lanciando delle minacce di ghettizzazione confinando centinaia di esseri umani in aree sciatte e insufficienti o, alla peggio, in luoghi disumani e invivibili (ex Caserma Salsa, stazione dei treni).

E’ chiaro che quanto successo nelle ultime ore è il risultato di una strategia da parte del Prefetto che con queste provocazioni cerca di accendere un casus belli in modo da mantenere una gestione di perpetua emergenza.

E’ fondamentale la DIGNITA’ nell’accoglienza, quindi non ammassando più di 30 persone nelle strutture ma fornendo dei luoghi agibili e rispettosi degli standard minimi di vivibilità. Allo stesso tempo è necessario favorire politiche di integrazione reale, politiche di inserimento sociale, formazione e solidarietà ponendo fine agli slogan di intolleranza e discriminazione.

Alimentare la “guerra fra poveri” come stanno facendo istituzioni e forze politiche del nostro territorio è una strategia volta all’esasperazione; bisogna invece avere il coraggio di attaccare proprio quelle istituzioni responsabili del patrimonio residenziale pubblico che deve essere assegnato a tutti coloro che ne hanno bisogno, coloro che continuano a speculare sulle nostre terre, regalando centinaia di migliaia di euro ai vari mafiosetti del business edilizio, coloro che non si preoccupano di ricostruire le zone devastate dalle catastrofi degli ultimi anni e che invece dispensano fondi a pioggia su chi già comincia ad annusare possibilità di affari, come sempre sulla pelle delle persone.

Perché le vittime di tutta questa mala gestione siamo tutti noi, indigeni, migranti, lavoratori e disoccupati, senzatetto e abitanti, nessuno escluso. E i responsabili hanno nomi precisi, incarichi precisi, precise ideologie.

Ecco perché le dimissioni immediate del Prefetto sono un atto non più rimandabile. Cominciamo a riconoscere i colpevoli.

La nostra Treviso è solidale e accogliente!

Cso Django Treviso

Sorgente: Stiamo con i migranti. Restiamo umani | Global Project