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Appuntamento il 20 giugno alle ore 17  presso i giardinetti della stazione fronte FS a Treviso per la Giornata Mondiale del Rifugiato.

L’ Italia non ha il senso di quello che sta accadendo nel sud del Mediterraneo e nella maggior parte del Medio Oriente: siamo di fronte ad una terza guerra mondiale diffusa causata soprattutto dalla politica estera messa in campo dai paesi occidentali ( come in Afghanistan, Iraq, Siria e Libia). I profughi che in questi giorni stanno arrivando nel nostro Paese sono vittime di guerra, come lo furono gli ex jugoslavi nel ’91.
Il ceto politico italiano, anziché affrontare il problema trovando soluzioni, è protagonista di un triste teatrino: da una parte la destra salviniana che gioca sull’incapacità delle istituzioni di risolvere i problemi dei cittadini scaricando queste responsabilità sull’arrivo dei profughi, fomentando odio, sfruttando la disperazione e l’ignoranza con slogan razzisti e sentenze di esclusione; dall’altra il resto del ceto politico che rimane immobile e lascia terreno facile al nascere di vecchi e nuovi razzismi. Entrambe artefici di una politica che non affronta il problema, che scarica continuamente le responsabilità, dai Comuni alle Regioni, dalle Regioni allo Stato, dallo Stato all’ Europa e chi più ne ha più ne metta. E così va a finire che troppo spesso l’accoglienza cade nelle mani di gruppi criminosi come ci dimostrano le vicende di Mafia Capitale.
Crediamo che oggi la nostra comunità necessiti di un confronto pubblico, vero, aperto, per ricominciare a tessere relazioni che negli ultimi anni si sono sciolte dentro il dibattito amministrativo della nostra città.
Dobbiamo con forza ritornare a creare reti sociali, allacciando tutte quelle realtà che si occupano di un’idea di città diversa da quella che viviamo quotidianamente, passando per le singole battaglie condotte da comitati associazioni, categorie, movimenti e semplici soggettività, per provare insieme a cambiare il nostro presente.
E lo vogliamo fare immaginando una città, una regione ed un’Europa in cui ci sia una rete per l’accoglienza diversa, giusta e dignitosa. Sapendo che questi temi non possono più essere slegati dalla condizione di vita difficile in cui milioni di persone, con la crisi, autoctoni e non, si ritrovano e dobbiamo ricominciare a parlare della vita delle persone:
-Ridiscutendo il meccanismo dell’accoglienza che ci pare insufficiente rispetto ai flussi di profughi che stanno arrivando e che arriveranno. E’ un sistema che crea disagio in chi lo subisce e lucro,se lasciato in mano di enti poco etici, per chi lo gestisce.
-Con uno strumento per dare un reddito di base
-Garantendo una casa a tutti quelli che oggi non ce l’hanno
-Ragionando un veneto diverso, perché fondi per garantire un tetto e un reddito a tutti ci sono, ma vengono spesso sprecati per opere inutili che cementificano e devastano il nostro territorio e il nostro paesaggio.
-Immaginando una società in cui non ci siano differenze di trattamenti bensì diritti per tutti.
Per questo vi vogliamo invitare a costruire assieme, per la giornata mondiale dei diritti dei profughi, un grande momento di cittadinanza per dire assieme come vogliamo la nostra città il nostro veneto il nostro paese e l’Europa.

 #Treviso #20g #WorldRefugeeDay