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Giornata convulsa, quella di lunedì 10 novembre, per i militanti del CSO DJANGO.

Mentre si svolgeva una conferenza stampa all’interno del centro sociale, alcuni militanti hanno riportato la presenza e il movimento di alcune unità mobili del reparto celere all’interno della questura.

Ovviamente è scattato l’allarme, a cui gli occupanti hanno saputo rispondere con prontezza. Infatti dopo una ventina di minuti sono accorsi al centro sociale 30 militanti pronti a difendere l’esperienza di DJANGO.

Il tam tam mediatico mosso da facebook e twitter ha dato vita ad un massiccio movimento di persone e, soprattutto, ha mostrato la forza della rete dei centri sociali del nord-est che in meno di un ora ha portato in loco almeno un centinaio di militanti.

Sfumato l’allarme si è deciso di ribaltare la situazione di stallo che vige in questi giorni per quanto riguarda la questione sgombero del centro sociale. Troppe notizie, molte tra l’altro contraddittorie, infatti pesano come una spada di Damocle sulla testa del collettivo del centro sociale.

Quindi, visto la concomitanza di una riunione di maggioranza presso il comune, si è deciso di dar vita ad una fiaccolata che raggiungesse il comune dallo stabile situato in via Monterumici per chiedere un incontro con il sindaco e tutto il suo entourage.

Sotto una pioggia battente, duecento persone, hanno dato vita al corteo e raggiunto Ca’ Sugana passando per le vie del centro, e posizionatisi nella piazza di fronte al comune hanno chiesto a gran voce l’incontro.

Il presidio formatosi ha atteso a lungo una risposta, alternando interventi al microfono di tutte le realtà che compongono l’esperienza di DJANGO, ma da parte dell’amministrazione c’è stato un totale mutismo.

Quindi preso atto della volontà di non dar vita all’incontro, il corteo è tornato indietro per continuare a monitorare la situazione attorno al CSO DJANGO.

 

viaTreviso – Fiaccolata in difesa del CSO DJANGO | Global Project.