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Da ZTL Wake Up a CSO Django.

 

I movimenti sociali, quando sono autentici, devono essere in grado di produrre momenti di rottura. Rottura con la ciclicità del presente, con i meccanismi di governance, ma anche con il proprio stesso percorso.

Nel giugno 2012, aprendo i cancelli dell’ex Telecom, iniziammo per quanto inconsapevolmente un percorso di rivendicazione che a Treviso non era mai stato intrapreso, almeno nei termini qualitativi e quantitativi che abbiamo vissuto. Con nostra sorpresa, vedemmo anche una fetta consistente della città appoggiare le nostre richieste di spazi, agibilità politica, cultura; in una parola, democrazia. Non la democrazia come ci viene propinata ogni giorno, quella della rappresentanza istituzionale, oggi sempre più impotente di fronte ai grandi interessi economici, ma quella dell’autogestione dal basso, di un processo complesso, orizzontale e partecipato. Non vogliamo ripercorrere qui la storia del collettivo ZTL Wake Up, ci interessa piuttosto segnalare la fine di un ciclo di mobilitazione che è l’inizio di un altro. Quando il 25 ottobre siamo entrati per la dodicesima volta in uno spazio abbandonato, lo abbiamo fatto sapendo di determinare una svolta per il nostro collettivo. Questa non sarebbe stata una Zona Temporaneamente Liberata. Abbiamo aspettato troppo, non siamo più disposti a cedere alle minacce o a credere alle promesse dell’amministrazione, che puntualmente cadono nel vuoto.

Qui siamo per dire qui Restiamo!
Abbiamo deciso di inaugurare un nuovo spazio sociale a Treviso, un luogo che da proprietà pubblica si fa spazio comune, sovvertendo la dicotomia pubblico-privato. Vogliamo praticare quel bene comune di cui molti – troppi? – parlano. Dal 25 ottobre il collettivo Ztl Wake Up ha trovato casa nel nuovo Centro Sociale Occupato Django, che sarà parte di un percorso lungo e tutto da scrivere. Perché Django? Perché nell’immaginario comune questo nome rimanda a chi non accetta la propria subordinazione a qualcosa o a qualcuno, perché Django si organizza per cambiare la propria vita e quella degli altri, è antirazzista e antifascista, è l’uomo nero, evoca dignità senza prendersi mai troppo sul serio. Perché Django siamo noi! Sappiamo che ogni giorno è un giorno guadagnato, che il rischio di sgombero manu militari è sempre dietro l’angolo, ma sappiamo anche che la nostra benzina si chiama gioia (non vogliamo scomodare la felicità, quella arriverà domani). Sappiamo che molti in città aspettavano da noi un segnale e ora è arrivato.

Al momento sono cinque i progetti che stiamo attuando: “Guerra alla Guerra” una serie di iniziative in chiave antimilitarista che si svolgeranno con cadenza periodica in occasione del centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, una sala concerti/teatro per ascoltare musica underground e assistere a rappresentazioni teatrali; una palestra popolare dove praticare sport a costi accessibili, conoscere altre persone e imparare ad ascoltare il proprio corpo; un’aula studio per studenti medi e universitari dove studiare, scambiarsi pareri, formarsi un sapere critico; una ciclofficina dove imparare a riparare le biciclette e migliorare le proprie abilità manuali; un caffè letterario per una libera consultazione del sapere (libri, musica, presentazioni). Molti altri progetti sono in fase di costruzione e come sempre siamo aperti a proposte e contributi esterni.

Meglio occupato che abbandonato!

CSO Django

 

via: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/treviso-nasce-il-cso-django/18124