FB_20140822_11_27_25_Saved_Picture

 

Ztl Wake Up ha occupato temporaneamente l’ex Enel in Porta Carlo Alberto, per rimettere al centro dell’attenzione il nodo dei numerosi spazi abbandonati, pubblici e privati, a fronte di progetti ancora privi di centri di aggregazione. La campagna “Treviso reclama spazi”, di cui l’occupazione fa parte, si inscrive all’interno del percorso politico più ampio del collettivo, che ha visto una più generale contestazione delle modalità di gestione della crisi economica da parte delle istituzioni, dall’emergenza abitativa, alla precarietà lavorativa, alla mancanza di agibilità per la cultura dal basso, la repressione della marginalità, nonché le questioni di genere, ambientali e antifasciste. La doccia fredda alle politiche del governo Renzi, arrivata con il ritorno in recessione del paese, dimostra che per uscire dalla crisi serve ben altro che gli 80 euro, soprattutto ora che si pretenderebbe di girare il coltello nella piaga con nuova austerità e privatizzazioni, le stesse ricette neoliberiste a vantaggio dell’alta finanza che ci hanno portato dove siamo.

Questa mancanza di cambiamento reale la si ritrova anche a livello locale, come dimostra – oltre che il mancato riconoscimento del lavoro di Ztl per l’assegnazione degli spazi abbandonati del comune – la gestione delle problematiche legate ad aeroporto, Pat, accattonaggio, cittadella della salute e tangenziale sul parco dello Storga.

In un contesto generale di impoverimento e graduale sottrazione di risorse ai territori, l’occupazione costituisce una pratica di riappropriazione diretta di ricchezza e spazi comuni da parte di segmenti sociali che subiscono gli effetti dell’aumento delle disuguaglianze. L’obiettivo è anche quello di contrapporsi alla crescente privatizzazione del centro cittadino i cui beneficiari sono grandi complessi commerciali, che da tempo lo hanno trasformato in un luogo socialmente arido, una città vetrina in cui il tempo libero è funzionale al consumo. È proprio in centro poi che da anni proliferano azioni di intimidazione e violenza da parte dei soliti noti di estrema destra, come documentato anche dal nuovo dossier antifascista che verrà presentato durante l’occupazione. A questo si associa l’atteggiamento parziale e ambiguo della questura, che reprime in modo unilaterale e sproporzionato. Lo dimostrano i sette fogli, di via di cui tre tuttora in essere, imposti ai militanti del collettivo, a cui si sommano le innumerevoli denunce collezionate per le varie iniziative.

Non è l’incoronazione legale conferita da un bando che determina il valore reale dell’utilizzo di uno spazio, ma la qualità dell’autogestione concreta. Per questo abbiamo deciso di portare ancora una volta il nostro progetto in strada, proponendo una week end di cultura, musica e dibattito politico. Invitiamo tutte e tutti a vedere questa nuova zona temporaneamente liberata.

La sveglia è suonata, Treviso reclama spazi.

ZTL Wake Up

viaZtl Wake Up non va in vacanza, occupata l’ex Enel | ZTL Wake Up!.

 

La linea del tempo di ZTL

La linea del tempo di ZTL